lunedì 20 maggio 2019

La 2Giorni, un weekend di laboratori nel cuore di Arezzo

Ecco come è andata la prima edizione della "2Giorni".
Un grande grazie a tutti i partecipanti, è stato un bel weekend, ho visto tanta passione, una bella soddisfazione...ci vediamo l'anno prossimo!








sabato 20 aprile 2019

La 2 Giorni - 4 e 5 maggio seminario di chitarra acustica ad Arezzo

Nel weekend del 4 e 5 Maggio, terremo insieme a Davide Mastrangelo un seminario dedicato alla chitarra acustica fingerstyle.

Conosceremo gli stili, le tecniche e si parlerà di creatività, armonia ed improvvisazione in un luogo fantastico, nel cuore del centro storico di Arezzo, ospiti della foresteria Sampierpiccolo.

Per prenotare: info@centrostudifingerstyle.com oppure +39 338 5810540


lunedì 1 aprile 2019

In studio da Pietro Nobile

Bellissima esperienza in studio lo scorso sabato. Abbiamo mosso i primi passi in uno studio professionale. Pietro ha parlato di tantissime cose, i microfoni, i loro diagrammi polari e soprattutto quali sono i posizionamenti più efficaci. Ci ha dato un po' di consigli utili per un buon home studio e ci ha raccontato delle sue esperienze professionali in studi di registrazione di alto livello.
Abbiamo parlato di software di compressori e di riverberazione; soprattutto abbiamo capito che un solo incontro è bastato semplicemente a suscitare ancora più curiosità, ripeteremo a breve!



lunedì 18 marzo 2019

La Chitarra Acustica in Studio di Registrazione con Pietro Nobile

Sabato 30 marzo ci recheremo presso lo studio Acoustic Design di Pietro Nobile per trascorrere un pomeriggio dedicato alle tecniche di registrazione, in particolare come microfonare la chitarra acustica. Pietro aprirà le porte del suo studio e ci svelerà alcuni dei suoi trucchi in fase di produzione. 
La prenotazione è obbligatoria.





giovedì 7 marzo 2019

Ry Cooder 1971-78 - La tesina di Alessandro Cederle

Alessandro Cederle è un nostro bravissimo studente che da poco ha conseguito il diploma del Centro Studi Fingerstyle, consegnando una bella tesina su Ry Cooder. Un lavoro svolto con tanta passione e tanto studio. Ale sì è concentrato sul primo periodo (71-78) di Cooder e ha approfondito alcuni brani facendo un parallelo con i chitarristi che hanno maggiormente ispirato questo grande artista. Qui di seguito troverete parte dell'introduzione, chiunque volesse leggere tutta la tesi dovrà semplicemente scrivermi goodthumbguitar@gmail.com, e invierò il pdf:

Martedì 4 maggio 1982. Quella sera al Rolling Stone di Milano c’era anche Claudio Trotta,
“ un ragazzo in lacrime quando la band 1 inizia a suonare ”. Ero a pochi metri di distanza,
avevo 18 anni, e se anch’io non mi sono commosso, c‘è mancato poco. In particolare
l’impatto sonoro è stato enorme quando la band ha attaccato la prima song, una “Little
Sister” gonfia di energia, strepitosa e straripante, il rock’n’roll (Elvis in quel momento
guardava dall’alto) mescolato al blues, alle percussioni caraibiche, al piccante tex-mex, e ai
mille profumi e sapori della cucina di Ryland Peter Cooder.
Nel 1982 tuttavia si era già concluso il periodo cui è dedicato questo studio, che è dedicato
alla fase precedente nella storia dell’artista, dall’album di esordio fino a “Jazz”. Dopo Jazz
c’è una cesura evidente, finisce la parte prevalentemente acustica, che fa perno sulla roots
music, la musica tradizionale americana, nella sua dimensione geografica e culturale
allargata ai territori limitrofi. Arrivano gli album Rhythm & Blues, le colonne sonore, le
collaborazioni con musicisti africani, asiatici e sudamericani. Noi ci concentreremo dunque
sugli anni che vanno dal 1971 al 1978, quelli degli inizi, del melting pot, il periodo magico in
cui si fondono gli ingredienti fondamentali della cucina di Cooder: il blues, prima di tutto, la
musica della Depressione (le “Dust Bowl ballads”), ma anche le influenze messicane,
caraibiche e hawaiiane. E’ questo il tempo in cui nasce e si forma l’estetica chitarristica
Cooderiana.
Analizzare questo periodo significa esaminare le diverse influenze musicali che formano la
tavolozza del nostro eroe musicale. Questa analisi verrà svolta identificando, per ogni
genere attraversato da Cooder, un artista cui si è ispirato e una canzone di quello stesso
artista che Cooder ha voluto riproporre, rapportando poi l’esecuzione di Cooder alla versione
originale. Un genere, un gigante che lo rappresenta, un suo brano, e il modo in cui Ry li ha
studiati, compresi, assimilati e rifatti a modo suo.
La tendenza a immergersi completamente nel mondo musicale di un personaggio di
riferimento, peraltro, è un approccio tipicamente Cooderiano.
Infatti per Ry Cooder “suonare” significa calarsi nella storia e nell’orientamento musicale dei
personaggi che hanno creato un certo tipo di musica, cercando di cogliere la cultura, i
sapori, gli orientamenti musicali che emergono dal confronto, e infine, ma solo alla fine, le
tecniche chitarristiche di riferimento........

di Alessandro Cederle

martedì 29 gennaio 2019

Sabato 2 Febbraio - Chitarre Resofoniche, Stile Bottleneck - Max De Bernardi

Siamo felicissimi di ospitare per la seconda volta Max De Bernardi; un riferimento in Italia quando si parla di Blues.
Questo secondo appuntamento come il primo affronta gli stili di alcuni chitarristi della prima generazione del blues caratterizzati dall'uso del "bottleneck" o "slide" oltre che dalla tecnica fingerpicking.
La scorsa volta abbiamo suonato in accordatura open D (DADF#AD) studiando i riff e ascoltando alcuni anedotti di Sylvester Weaver, Blind Willie Johnson e Tampa Red, Questa volta ci accorderemo in open G (DGDGBD) chissà quali artisti Max ci farà scoprire...
Non resta che iscriversi, i posti sono limitati.

Per prenotarsi basta scrivere a goodthumbguitar@gmail.com



lunedì 14 gennaio 2019

venerdi 21 saggio di Natale

Ecco qualche foto dal concerto natalizio. Purtroppo manca qualche foto, qualcuno mi è sfuggito ma tutti posso dire sono stati davvero eccezionali. Non è facile per chi lo fa di lavoro figuriamoci chi suona per passione: doversi concentrare, controllare il timore del palco, gli occhi puntati del pubblico, le difficoltà tecniche che nascondono tutti i brani...ha prevalso la voglia di mettersi in gioco di stare insieme e di condividere la passione per la musica e per la chitarra. Ognuno, per il proprio livello, si è espresso eccezionalmente bene senza contare la straordinaria performance al sax soprano di Mattia Fiore, saxofonista professionista e appassionato di chitarra blues. Sono davvero felice di questa serata!